Su di Me

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Nasco 40 anni fa a Firenze da mamma pugliese ma romana di adozione e da papà trentino trapiantato a Roma.

Per gli appassionati: Vergine, ascendente Pesci.

Ho vissuto in tante città diverse, attualmente sono in pianta (in)stabile a Genova, città che amo follemente.

Liceo classico ma volevo fare l’artistico (questa è per te papà). Dopo tre anni di giurisprudenza mollo tutto (per la gioia della mia famiglia) e mi dedico agli studi di grafica pubblicitaria prima e scenografia poi.

Due anni di recitazione e doppiaggio cinematografico (pare avessi anche delle doti piuttosto spiccate mandate a ramengo per le mie ansie da prestazione durante i provini).

Unica costante della mia vita: la cucina.

Sì sono l’ennesima foodblogger che popola il web. Ma ognuno di noi si sente unico e speciale quando fa ciò che ama.

A chi devo la mia passione per lo spignattare?
Al Dolceforno, alle mie nonne e anche alla Boba (mia madre).

Primo piatto cucinato della mia vita?
A 9 anni la pasta e fagioli (con fagioli in scatola, orrore!) che rimane ancora oggi, dopo il pesto, la passione di amici e parenti.

Sono: curiosa (curiosissima), generosa, orgogliosa, ansiosa, ipocondriaca, pensierosa, pigra con punte di iperattività, ironica e autoironica con un marcato cinismo, lunatica, impulsiva quando dovrei essere riflessiva (e viceversa), perfezionista fino all’esaurimento nervoso (mio e degli altri), sempre in bilico tra voglia di sicurezza e bisogno di novità.

Amo: gli animali, tutti (ma non sono vegetariana, c’ho provato più volte, mi fregano i salumi), il cinema, la fotografia, la mia famiglia, i profumi, cantare, la verità , l’odore della pizza fatta in casa, il freddo, il mare d’inverno, il fucsia, il talento unito all’umiltà, i baci, le parolacce, i contrasti, ricevere fiori, il buonsenso, Genova e un altro po’ di cose.

Odio: gli odori sgradevoli (a parte quelli dei vicoli genovesi che fanno folklore), il caldo, la noia, la mattina presto, quelli sempre allegri , quelli sempre tristi, la tirchieria, prendere l’aereo, mangiare male, mangiare abbastanza bene (cioè male), le gatte morte, la morte, a volte la vita, i benpensanti , gli snob e un altro po’ di cose.

Segni particolari?
Un perfetto naso storto, apparecchio ai denti (ancora per poco), qualche fiero chilo di troppo, un occhio di un colore diverso dall’altro e una sana e vera passione per il cibo, solo quello buono.

Sogni particolari?
Continuare a cucinare senza mai perdere l’entusiasmo.

Un ringraziamento particolare va a Stefano Petrone e Bruno Desole per il supporto tecnico (che spero continuino a darmi nonostante i miei atti di stalkeraggio) e al mio piccolo grande Panda per quello morale.