Intanto vi dico subito che si pronuncia MARMAIT, non facendo sentire troppo la R (se volete fare i fighi).

Detto questo…Love it or Hate it! Lo dice anche la pubblicità inglese: Amala oppure Odiala!

Ed effettivamente o te ne innamori subito follemente o la schifi per il resto dei tuoi giorni. Nessuna via di mezzo.

IO LA AMO ma, sarà pure un controsenso, capisco chi la detesta, perché non è che sia proprio un saporino facile da mandare giù.

In pratica sarebbe un estratto di lievito ricavato dagli scarti di produzione della birra, più precisamente dalla raschiatura delle vasche di fermentazione, più altri ingredienti che riporto tradotti esattamente come in etichetta: estratto di lievito (contiene ORZO), sale, succo vegetale concentrato, vitamine (tiamina, riboflavina, niacina, vitamina B12 e acido folico), aroma naturale (contiene SEDANO).

Cioè scritto così sembra evocare un sapore innocuo e pure un pò sciapetto invece è un concentrato di gusto che ti spettina, bene o male ma ti spettina.

Ciò che è sicuro è che fa bene, tanto da essere stato un alimento fortemente consigliato ai soldati durante la prima guerra mondiale proprio per la presenza di vitamine del gruppo B.
Nasce verso la fine dell’ 800 nel Regno Unito ma visto il successo immediato viene prodotta e commercializzata anche in Nuova Zelanda col nome di Vegemite.
In Svizzera si chiama Cenovis in Germania Vitam-R, qui in Italia esiste prodotta dalla Bovis, la ricetta più o meno è sempre la stessa anche se si sentono differenze di sapore. Da un sondaggio la Marmite sembra essere la migliore sia per sapore che per consistenza.

Inventata dallo scienziato Justus von Liebig (si proprio lui, l’inventore dell’estratto di carne) attualmente viene prodotta e commercializzata dalla multinazionale anglo-olandese Unilever proprietaria di marchi come Knorr, Calvè, Algida, Badedas, Svelto e molti altri.

Il termine Marmite non è inglese, come si potrebbe facilmente pensare ma è stato preso in prestito dalla Francia, dove un tempo le creme spalmabili venivano vendute all’interno di una pentola di terracotta chiamata appunto marmite, motivo per cui sull’etichetta della confezione è raffigurata proprio questa pignatta.

Ma passiamo alla sostanza.

Qual’è il miglior modo di gustarla?

Allora, sicuramente su una fetta di pane tostato precedentemente spalmato di burro (io tosto il pane ci metto su 1 millimetro di burro e poi un velo di Marmite) oppure con questa ricetta Sciuè Sciuè, come direbbe qualche mio amico napoletano, per cui ringrazio la mitica Nigella Lawson che in un caldo pomeriggio di agosto la propose nella sua trasmissione (solo lei ti può convincere a mangiare certi cibi con 40°C).

E’ strepitosa e poi, se siete disonesti al punto giusto, potreste anche dire, ai vostri commensali sprovveduti, che questa cremina densa che accompagna la pasta è una ricetta segreta di famiglia.

Rispetto alla preparazione della brava e sexy Nigella, ho aggiunto un po’ di timo, che secondo me ci sta molto bene.
Il Parmigiano è a vostra discrezione ma fortemente consigliato.
Ho usato la Marmite per insaporire spezzatini di carne, frittate di uova e persino per mantecare un semplice risotto burro e Parmigiano.

Pasta e Marmite

Mi piace ovunque non c’è niente da fare e poi la vera figata è che, pur essendo un prodotto completamente vegetariano (forse anche Vegano ma non c’è nessun marchio che lo garantisca), ti ritrovi in bocca un vago sapore di carne.

E voi, la amate o la odiate?

Ingredienti per 1 persona

90 g di pasta di grano duro
1 noce abbondante di burro
1 cucchiaino abbondante di Marmite
Timo q.b.
Parmigiano Reggiano grattugiato (facoltativo)

In una ciotola di vetro, abbastanza grande da condire la pasta, mettete il burro e la Marmite.
Fate cuocere il formato di pasta che preferite (seguendo le istruzioni riportate sulla confezione) in abbondante acqua NON salata, la Marmite è già abbastanza saporita, se poi calcolate l’eventuale aggiunta di Parmigiano…comunque dipende dai gusti, fate vobis.
Mentre cuoce la pasta prelevate un cucchiaio di acqua di cottura e mettetela nella ciotola per far sciogliere il burro con la Marmite; mescolate fino ad ottenere una bella cremina marroncina.

Quando la pasta sarà cotta scolatela all’interno della ciotola ma non buttate ancora l’acqua di cottura che potrebbe servirvi per mantecare la pasta.

Mescolate energicamente sbattendo un po’ con un cucchiaio o con un forchettone la pasta sulle pareti della bowl per creare una cremina di mantecatura vellutata.

Servite con una spolverata di timo (fresco o secco) e di Parmigiano Reggiano.

P.S. non potevo non condividere con voi un paio di pubblicità geniali di questo prodotto…la seconda guardatela lontano dai pasti…mi raccomando!