Amanti della carne bianca?!?!? Questa ricetta è per voi!

Tutto è nato dalla voglia di un brasato e per carità, il tradizionale di manzo è e rimane lì, nell’Olimpo degli arrosti ma, se ti regalano un bel petto di tacchino bio cresciuto libero e felice, che fai? Lo fai a fette e lo butti tristemente sulla piastra?

Noooooooooooo!

E allora tiè, ecco sta ricettina nemmeno troppo impegnativa che piacerà anche ai meno appassionati di carni bianche.

Qualche raccomandazione: ricordatevi di non fare asciugare troppo il fondo durante la cottura…quando il vino verso la fine comincerà ad evaporare, se notate che il sughetto non ha più liquido aggiungete del brodo di carne leggero o vegetale fatto da voi (no dado, piuttosto usate acqua naturale), questo intingolo vi servirà poi per servire la carne e tenerla umida.

Al termine della cottura potete scegliere se tenerlo così com’è (un po’ grossolano) oppure passarlo al passaverdure e ottenere una cremina vellutata.

P.S.: ho cotto il brasato per circa 1 ora e 15 minuti ma se volete essere precisi e rispettare il taglio di carne, usate un termometro, quando la temperatura al cuore  avrà raggiunto gli 83°C  il tacchino sarà cotto e avrete una carne umida e non stoppacciosa.

Ingredienti per 4 persone

800 g di petto di tacchino ben legato
100 g di carote pelate e tagliate a cubetti
100 g di sedano pelato e tagliato a cubetti
150 g di cipolla dorata tritata
750 ml di vino bianco secco
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
2 foglie di salvia
1 foglia di alloro
1 chiodo di garofano
2 bacche di ginepro
Sale
Pepe
Olio evo (o burro chiarificato)

Salate e pepate il tacchino uniformemente.

In una pentola col fondo spesso e i bordi alti mettete abbondante olio (o burro chiarificato) e, a fiamma piuttosto viva, rosolate molto bene la carne da tutti i lati, deve assumere un bel colore marroncino, è importante per non avere alla fine un brasato dall’aspetto bollito.

Terminata la rosolatura prelevate la carne, mettetela momentaneamente su un piatto e ricopritela con della carta stagnola. Nella stessa pentola dove avete rosolato la carne rosolate le verdure insieme alle erbe aromatiche al chiodo di garofano e alle bacche di ginepro.

 

 

 

 

Fate soffriggere qualche minuto, rimettete la carne e lasciate insaporire ancora un attimo.

 

 

 

 

A questo punto aggiungete tutto il vino fino a ricoprirla quasi totalmente.

Lasciate cuocere, abbassando la fiamma, 1h-1h e 1/2, comunque fino a quando la temperatura al cuore della carne non avrà raggiunto gli 83°C.

Terminata la cottura, spegnete e lasciate riposare il brasato qualche minuto prima di tagliarlo per far sì che i suoi succhi si ridistribuiscano.

Come vi dicevo nell’introduzione, a fine cottura, potete scegliere se passare il fondo al passaverdure o lasciarlo così, un po’ più grossolano.
In entrambi i casi non deve essere asciutto, servirà per accompagnare le fette di carne e tenerle ben inumidite.

Come contorno vi consiglio patate al forno, purè di patate o polenta.